ALLA SCOPERTA DI COVER - PARTE 5
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#1
ALLA SCOPERTA DI COVER - PARTE 5

"Dal piacere sconosciuto e condiviso, il mio cuore pulsa come la pulsar di Joy Division."

"Unknown Pleasures" è l'album di debutto della band post-punk inglese Joy Division. Pubblicato nel 1979, è ritenuto una pietra miliare della musica comtemporanea, tanto che a rivista Rolling Stone lo ha inserito al ventesimo posto nella lista dei 100 migliori album di debutto di tutti i tempi.
La band inglese, capitanata da Ian Curtis e coadiuvata da Bernard Sumner, Stephen Morris e Peter Hook, oltre alle radici Punk, unisce i suoni crudi dei Doors, dei primi Black Sabbath e la pazzia dei Velvet Underground di Lou Reed. E' proprio a quest'ultimo e a Jim Morrison che il cantante Ian Curtis si avvicina enormemente, non sono nel timbro della voce, ma anche nel metodo diretto e "sporco" di scrivere i propri testi.
Soffermarsi troppo sulle canzoni di questo disco sarebbe forse irrispettoso e frivolo; tutto ciò che c'è da dire è all'interno del disco. Lì è conservata l'anima di Ian, i suoi travagli interiori dovuti ad un matrimonio che lo dilania interiormente, una cambio di rotta rabbiosa che però non arriva. 
Ian è fragile, così fragile che l'anno dopo l'uscita di Unknown Pleasures si toglie la vita, un giorno prima della partenza per il tour americano. I Joy Division iniziano e terminano con lui; gli altri componenti formeranno in seguito un altro gruppo, i New Order.
Capa, più che sull'album in sè, si sofferma sulla copertina; 12 pulsar, stelle di neutroni nate dal collasso di una supernova, su sfondo nero. Ad ispirare la band inglese fu la tesi di dottorato di uno studente della Cornell University, Harold D. Craft. A realizzare la copertina fu Peter Saville, grafico della Factory Records, etichetta dei Joy Division, invertendo i colori dell'immagine, dal nero su bianco al bianco su nero.
L'immagine non sarebbe altro che la trasposizione grafica di quanto osservato dallo scienziato nel 1967 nel Arecibo Radio Observatory di Porto Rico; Insomma i Joy Division mettono su carta il comportamento dell'attività radio di 12 stelle di neutroni, metafora perfetta del disagio esistenziale e degli incubi angosciosi dei quattro ragazzi amanti del nero.

(Fonte: https://www.facebook.com/Capasound-i-tes.../timeline/)






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